Dimagrimento eccessivo: quali sono le cause? E’ pericoloso? Che cosa fare?

Il dimagrimento eccessivo consiste per l’appunto in una perdita di vari chili nel giro di pochissimo tempo, ed è un problema che può essere difficilmente collegato ad una causa data la moltitudine di queste. In particolare, a seconda del paziente è necessario indagare per diverso tempo oppure si scopre quasi subito la causa.

Ebbene, in primo luogo è possibile che il paziente possa soffrire di cause psicosociali, quali ad esempio la depressione: questa infatti influenza negativamente l’alimentazione e nel caso di dimagrimento eccessivo, può anche portare all’anedonia, ossia una condizione dove un pasto (e quindi una situazione normale e quotidiana) non sia più apprezzata dalla persona.
Ovviamente, la mancanza di pasti può portare ad un dimagrimento eccessivo. Un’ulteriore causa consiste nella demenza, la quale porta al deterioramento organico della parte del cervello coinvolta nell’alimentazione spontanea. Inoltre, una condizione simile a quella data dalla demenza può essere la mancata autonomia, seppur i casi clinici differiscano per numerosi motivi: nello specifico, la mancata autonomia del paziente impedisce per l’appunto di svolgere varie attività autonomamente, compreso il mangiare.
Pertanto non è possibile nè cucinare il proprio cibo e tanto meno mangiarlo, se non con l’aiuto di un’altra persona.

Le cause mediche

Una volta esaminate le cause psicosociali maggiormente frequenti tra le persone che soffrono di dimagrimento eccessivo, è necessario badare a quelle di carattere medico, quali:

  • Patologie gastro-enteriche;
  • Celiachia;
  • Malattie dell’intestino croniche;
  • Stipsi;
  • Disfagia;
  • Parassitosi;
  • HIV;
  • Malattie infettive;
  • Funghi;
  • Alterazioni del metabolismo;
  • Malattie respiratorie e polmonari;
  • Patologie neurologiche e degenerative;
  • Uremia.

Oltre a queste cause vi sono ulteriori elementi che possono indurre il paziente a perdere eccessivamente peso. Ovviamente, ciascuna di queste malattie e patologie potrebbe avere una cura che possa definitivamente eliminarle dall’organismo o quanto meno attenuarle. In ogni caso, il dimagrimento eccessivo è indubbiamente pericoloso proprio perché l’organismo necessita di pasti quotidiani e ricchi non solo di vitamine, ma di numerose altre sostanze che garantiscono il funzionamento corretto di tutto il proprio corpo. Infatti, anche una sola carenza di una sostanza potrebbe portare a delle conseguenze indesiderate. Nel caso del dimagrimento eccessivo, la carenza completa di cibo a lungo andare potrebbe addirittura portare alla morte del paziente o a delle condizioni irreversibili, dove alcune funzioni sono state irreparabilmente danneggiate.

Che cosa fare?

Innanzitutto, se si sospetta di aver perso eccessivamente peso nel giro di pochi giorni e mesi, è strettamente necessario svolgere una diagnosi corretta e che consenta di accertare se la perdita di peso sia involontaria o meno. Una volta effettuata la diagnosi o in attesa di essa, è strettamente necessario evitare qualsiasi dieta o regime alimentare restrittivo: queste infatti non aiutano affatto la situazione dell’organismo, che necessita di cibo e di pasti completi.
In alcuni casi è anche possibile spiegare una perdita eccessiva di peso da queste tipologie di regimi, anche se ovviamente per sicurezza si consiglia fortemente di effettuare una diagnosi completa e consultare quindi il proprio medico di base. Infine, si consiglia fortemente di indagare sulla sfera dell’appetito: se infatti la persona in questione si alimenta in modo completo, ossia con dei pasti che non manchino di tutte le sostanze necessarie dell’organismo, allora è probabile che questa possa soffrire di diabete o di ipertiroidismo. Se invece il dimagrimento eccessivo è dato da cause psicosociali quali demenza o depressione, o ulteriori malattie e patologie dell’organismo, è necessario svolgere una terapia che consenta al paziente di rimettersi in sesto e soprattutto di effettuare un quadro completo della situazione, per poter capire se questo possa poi essere risolto o meno con successo e senza che lo stesso organismo abbia delle funzioni danneggiate irreversibilmente.

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