Displasia moderata: che sintomi ha? Quando si presenta questo problema?

Un problema spesso sottovalutato che però può portare a diversi problemi, anche gravi, è la displasia. Con il termine displasia, nella sua accezione più ampia, si intende generalmente una alterazione che può interessare la morfologia, ma anche l’aspetto qualitativo e quantitativo, della struttura delle cellule di un determinato tessuto. Ecco una breve panoramica sulla displasia e sui diversi gradi in cui si può manifestare: displasia moderata, lieve e severa.

Displasia: cos’è?

Come già accennato in apertura, per displasia in genere si intende una alterazione, sotto diversi punti di vista, di un tessuto. Solitamente interessa il tessuto epiteliale, ovvero il tipo di tessuto protettivo che troviamo sotto forma di rivestimento esterno degli organi del corpo umano.

Tra le cause della displasia, ovvero i presupposti alla base del processo di displasia nella maggior parte dei casi troviamo l’esposizione a determinati agenti, che possono essere irritativi, infiammatori (come può essere l’esposizione alle radiazioni del Sole), biologici (come sono i virus) o chimici (come gli idrocarburi aromatici).

Quando la displasia si manifesta, le cellule che compongono il tessuto interessato appaiono affette da variazioni e irregolarità. Tali irregolarità possono essere rinvenute nelle dimensioni, nella disposizione nel tessuto, ma anche nella forma o nelle proprietà cromatiniche delle cellule.

Le cellule possono quindi presentarsi in maniera diversa rispetto a come dovrebbero essere, provocando anisocitosi (cellule di dimensione diversa), poichilocitosi (cellule deformi o con forma irregolare), ipercromatismo (cellule con colorazioni diverse a causa di un addensamento di cromatina) o un aumento anomalo delle figure mitotiche.

Displasia moderata, lieve o severa

La displasia può manifestarsi, come detto, in diversi gradi: lieve, moderata e severa. La classificazione di displasia moderata può accadere che il numero di cellule danneggiate, nonché la progressione del danneggiamento, siano di entità media, oppure (in base al tipo di displasia), che il tessuto interessato dalla displasia sia circa la metà. La displasia di grado moderato ha quindi come principale caratteristica quella di presentare una densità di cellule displastiche discreta all’interno del tessuto. Ciononostante, non può essere considerata grave (o severa).

Nel caso della displasia lieve, invece le cellule displastiche sono poche e il tessuto presenta una stratificazione normale. Infine, nel caso di displasia severa la densità delle cellule displastiche è elevata, con una stratificazione del tessuto alterata in modo profondo e con variazioni delle cellule a livello di volume, colore e forma.

Differenza tra displasia e neoplasia

Spesso il termine displasia è associato a quello di neoplasia. In realtà, però, la displasia (moderata, lieve o severa) non è assolutamente un sinonimo di neoplasia. Non si tratta, quindi, di un cancro. Nel caso della displasia, infatti, le cellule che subiscono le variazioni o le malformazioni di cui abbiamo parlato nel paragrafo che precede, possono tornare normali.

Inoltre, in presenza di una displasia moderata, lieve o severa che sia, non necessariamente si sviluppa una neoplasia. In altre parole, l’insorgenza di un cancro (maligno o benigno che sia) non è correlata alla presenza di una displasia. È però necessario evidenziare che questa generale tendenza a confondere displasia e neoplasia deriva dal fatto che si è registrata una incidenza di insorgenza di neoplasie a seguito della formazione di displasie.

Questa differenza trova le sue ragioni nelle caratteristiche morfologiche e qualitative delle cellule displasiche rispetto alle cellule neoplastiche: nonostante siano apparentemente simili, come detto le prime (al contrario delle ultime) possono tornare allo stato iniziale. Le cellule neoplastiche subiscono invece un processo che non è reversibile, rimanendo neoplastiche e senza possibilità di tornare normali.

Per far sì che le cellule displasiche tornino “normali” deve essere quindi eliminato il fattore scatenante, ovvero quello che ne ha provocato la modificazione in primo luogo. Come detto gli agenti possono essere diversi e di diversa natura (chimici, biologici, ecc.).

 

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