Modelli organizzativi infermieristici: quali sono? A cosa servono?

Chi si approccia alla professione infermieristica saprà che le specializzazioni possono essere molteplici. Il personale sanitario, infatti, opera su più livelli e agisce secondo il rispetto di procedure standardizzate che, nel corso degli anni, si sono rivelate vincenti. Una di queste include anche la divisione delle operazioni relative all’assistenza infermieristica secondo determinati modelli organizzativi infermieristici, utili sia a definire la professione da un punto di vista legale e normativo, che strettamente pratico e funzionale. Vediamo quindi in cosa consistono e quali sono i principali modelli organizzativi infermieristici.

I principali modelli organizzativi infermieristici03

Come detto, questi modelli organizzativi (anche detti modelli assistenziali infermieristici) sono particolarmente utili nell’organizzazione, pratica e legale, della professione infermieristica. Ciononostante, possono essere applicati (o comunque possono influire anche sullo svolgimento delle loro mansioni) anche per il personale OSS, ovvero quello costituito dagli Operatori Socio Sanitari. Come vedremo, in base al modello organizzativo infermieristico adottato dalla struttura, si possono configurare diverse tipologie di assistenza. In generale, possiamo così suddividerli in modelli organizzativi infermieristici moderni e tradizionali.

Modelli assistenziali infermieristici moderni

Tra i modelli organizzativi infermieristici più moderni troviamo:

  • primary nursing: nato negli anni ’70 e ancora molto scelto, permette a un infermiere di svolgere l’attività di referente e responsabile per un gruppo di pazienti, seguendoli e provvedendo alla compilazione dei piani assistenziali che i colleghi dovranno seguire. In questo modo il referente può rapportarsi direttamente con i diretti responsabili suoi sottoposti e allo stesso tempo seguire da vicino i pazienti.
  • chronic care model: la peculiarità di questo modello è proattività, in quanto il paziente che presenta patologie croniche viene trattato in modo attivo.
  • modelli basati sull’intensità di cura
  • bed management

A proposito di quest’ultimo modello, ovvero quello del Bed Management, è opportuno spendere alcune parole. La figura del Bed Manager è infatti molto importante in quanto permette di organizzare al meglio la movimentazione e la permanenza dei pazienti presenti nella struttura sanitaria dal momento dell’entrata fino a quello della dimissione. Questa qualifica aggiuntiva non è data solo ed esclusivamente dalla specializzazione accademica, ma anche dall’esperienza maturata sul campo.

Grazie all’azione del Bed Manager ogni paziente può essere gestito e smistato nelle sedi più opportune, riducendo i ritardi e arginando il rischio del cosiddetto overcrowding, ovvero l’eccessiva quantità di più pazienti da trattare nello stesso momento o in attesa di essere sottoposti a ricovero. Così facendo i tempi di attesa possono essere sensibilmente ridotti, e conseguentemente anche le risorse a disposizione possono essere impiegate in modo più pertinente e costruttivo, a beneficio tanto dei pazienti quanto del personale sanitario.

Modelli organizzativi infermieristici tradizionali

Quelli tradizionali riguardano invece dei modelli ben consolidati, che includono:

  • total patient care: secondo questo modello organizzativo, molto in voga negli anni ’30 e riproposto solo a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, ogni gruppo di pazienti è sotto la supervisione e responsabilità di un determinato infermiere, per tutta la durata del turno.
  • functional nursing: in questo caso l’assistenza è invece funzionale, ovvero è relativa e suddivisa in base ai diversi compiti. Di volta in volta il capo turno assegna agli infermieri le diverse mansioni, favorendo un tipo di assistenza più incentrata sul lavoro di squadra. Se da una parte assicura una maggiore competenza per ogni specifico ruolo, dall’altra il paziente non può beneficiare di una osservazione continua e totale portata avanti dal personale che già conosce, e spesso con minore attenzione per gli aspetti emotivi e psicologici. Un altro rischio è costituito dallo svolgimento di compiti a volte inferiori rispetto alla propria qualifica professionale.
  • modular nursing: questo modello viene adottato quando a supporto dell’infermiere si affiancano le figure degli operatori socio-sanitari (OSS), che prendono in carico il paziente durante l’intera durata del turno. Si differenzia dal team nursing dall’azione coadiuvante degli OSS a quella diretta dell’infermiere capogruppo.
  • team nursing: secondo il Team Nursing un gruppo di infermieri (oppure OSS) è diretto da un infermiere che, per esperienza o per specializzazione, può indirizzarli e coordinarli al meglio.

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