Cibi basso indice glicemico: quali sono? In che quantità assumerne?

La prima porta attraverso la quale passa la salute, senza ombra di dubbio, è quella dell’alimentazione. Avere uno stile alimentare sano vuol dire davvero tante cose: in primis, avere la disponibilità piena di tutti quegli elementi di cui c’è bisogno per il corretto funzionamento del corpo umano, in secondo luogo ma non meno importante, il mantenimento di una forma fisica forte e priva di eccessi di grasso. Il grasso, infatti, quando è presente in quantità eccessiva è un nemico giurato della nostra salute e bisogna fare il possibile per ridurlo a percentuali accettabili dal punto di vista sanitario. Infine, la buona dieta riesce a diminuire sensibilmente la possibilità d’insorgenza di molte malattie legate o scatenate da comportamenti alimentari.

In questo periodo, infatti, si parla molto di cibi a basso indice glicemico e di quanto il loro consumo sia consigliabile. Ma cos’è l’indice glicemico?

Cibi a basso indice glicemico: cosa vuol dire e quali sono

Ogni qual volta che ci nutriamo, i cibi che vengono introdotti nel nostro organismo fanno in modo che i livelli di glicemia si innalzino. Non tutti i cibi lo fanno alla stessa quantità e ciò che si cerca di evitare, sono proprio quelli che rendono i picchi di glicemia particolarmente alti. Ma perché questo? Contemporaneamente all’innalzamento della glicemia e in relazione con questo, viene stimolata la produzione di un’ormone chiamato insulina. L’insulina è responsabile del processo anabolico, cioè dell’accumulo del tessuto grasso. Ma quali sono i cibi dal basso indice glicemico? Ecco qualche esempio:

  • La maggior parte dei legumi;
  • Verdure a foglia verde;
  • Versioni integrali di alcuni cereali;
  • Molti frutti. 

Da notare quanto si parli in generale della maggioranza dei cibi, senza però dichiarare che tutti quelli appartenenti ad una determinata macro categoria sono a basso indice glicemico. Questo perché bisogna analizzare l’alimento caso per caso e perché non si deve instaurare l’idea che tutti i vegetali, ad esempio, siano a basso indice glicemico. La zucca, per dirne una, ha un indice glicemico di 75.

Cibi a basso indice glicemico: fanno davvero la differenza? Quali sono le quantità raccomandate?

Non c’è dubbio che la maggioranza dei professionisti dell’alimentazione siano concordi nel consigliare principalmente il consumo di cibi a basso indice glicemico. Questo perché una minor produzione conseguenziale di insulina aiuta il corpo a non accumulare grasso dannoso. In realtà, non bisogna fossilizzarsi nella convinzione che l’indice glicemico sia il solo fattore di dimagrimento. Poniamo l’esempio di un cibo a basso IG che però viene fritto. Il metodo di cottura, l’apporto calorico dato da questo fattore e ovviamente, dalla quantità consumata, sono elementi da prendere in seria considerazione. Allo stesso tempo, non bisogna demonizzare i cibi dall’alto IG, ma pensare piuttosto a limitarne ed equilibrarne il consumo.

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